Futurismo 100 anni dopo (1909-2009)

 


Il Futurismo fu lanciato ufficialmente  il 20 febbraio 1909.   Fin dal principio rivoluzionario e iconoclasta, il suo raggio d'azione coinvolse profondamente non solo le arti, ma anche la politica e la società italiane. Il movimento respingeva sistematicamente i legami con il passato, soprattuto nel campo della cultura, predicando con zelo missionario la ricostruzione totale dell'universo e l'avvento di un' Uomo Nuovo,  cittadino dell'emergente civilta' tecnologica. Nonostante l' enorme impatto nella vita pubblica e politica italiana, le implicazioni del Futurismo non sono state analizzate a fondo dalle scienze sociali e politiche.

Esiste un' ostacolo formidabile per tale svilupo metodologico: l' incontrastata egemonia di critici letterari e storici dell'arte. Il risultato è stato spesso la sottovalutazione e mistificazione della dimensione politica del Futurismo, soprattutto del suo viscerale ed estremo nazionalismo.  Seguendo una linea di ricerca storico-sociale che ha stentato ad emergere tra l'effusione di panegirici eulogistici, questo progetto esplora il versante politico ed ideologico del movimento attraverso le sue azioni, proclami e manifesti nel contesto dell'atmosfera ultra-nazionalista prevalente nell'Europa pre-bellica.

Il passo peliminare e' la distinzione necessaria tra il primo Futurismo ultra-nazionalista ed anti-establishment (1909-1915) e la fase più istituzionale emersa dopo la sua fusione con il fascismo militante, attraverso il patriottismo 'muscolare' di stampo Mussoliniano (1924-1944).

In un periodi di costruzione degli Stati 'nazionali', il contesto globale era caratterizzato dal trionfo incontrastato ed incontrastabile del nazionalismo statale. La caduta dell'Europa nel vortice delle rivalità inter-statali porto' all' autodistruzione del continente, segnando inoltre l'avvento del secolo americano.

In Italia, il patriottismo post-Risorgimentale con il suo nazionalismo omogeneizzante ed ossessionato dall' unita' politica e culturale, forni' la matrice ideale per il proliferare dell' irredentismo guerrafondaio. Il Futurismo seppe identificare in tale Zeitgeist un' ideale struttura di opportunità politiche, nei cui limiti riusci' ad operare appieno articolando un' ineguagliabile e radicalmente innovativo 'repertorio di azione'.

Il talento dei futuristi nel costruire consenso patriotico attraverso l'uso di tutti i media disponibili ebbe il suo banco di prova con la Grande Guerra: come nessun'altro movimento, i futuristi seppero articolare la campagna interventista descrivendo la guerra come avventurosa impresa di sfondamento e ri-costruzione delle frontiere, come gioco distruttivo che avrebbe portato ad un nuovo mondo -- una visione che fu in gran parte appropriata dal fascismo.

                                                          


ABSTRACT
Futurism was launched as a revolutionary, iconoclastic movement encompassing the arts, politics and society. It rejected all ties with the past and preached with missionary zeal the advent of a new man and the total reconstruction of society. Despite its powerful impact on Italian politics, the importance of Futurism has scarcely been addressed in the social sciences. Yet, it continues to attract the interest of historians, literary critics and art historians. In fact, the major methodological hindrance for a more articulated research remains the latter's unchallenged hegemony, with their selective propensity to eulogistic accounts. The result is the neglect of Futurism's political dimension as a fully fledged nationalist movement. Aiming to redress this imbalance, the article analyzes Futurist politics through the movement's actions, proclaims and manifestos. It distinguishes early Futurism's anti-establishment ultra-nationalism (1909?1915) from the more institutionalized 'muscular' patriotism adopted after its merger with Fascism (1924?1944). In a global context of mounting nationalist state-building and spiralling inter-state rivalries, Italy's unitary, homogenizing nationalism provided a congenial matrix for the advent of war-mongering patriotism and irredentism. Here, Futurism found an ideal structure of political opportunities, in which it could articulate its unique repertoire of action. The futurists' peculiar talent in 'manufacturing consent' through the media was put to test in their marketing of war as adventurous boundary-building enterprise, a vision subsequently appropriated by Fascism.
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Conversi, Daniele 2009 ‘Art, Nationalism and War: Political Futurism in Italy (1909?1944)’,
Sociology Compass, 3/1 (2009), pp/ 92-117 [1]
7, 10.1111/j.1751-9020.2008.00185.x



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